Brescia half marathon 2016:la gara

Oggi sono qui per raccogliere i frutti di questi 3 mesi di preparazione accompagnato dal nuovo preparatore atletico Davide Zecchi ( zetatraining.it).

Sono stati mesi importanti, le metodologie sono state stravolte, gli allenamenti senza tregue e sempre con la lingua di fuori hanno rafforzato la consapevolezza in me stesso.

Ho sempre detto che la testa, come mi è stato insegnato in questi anni sportivi, fa l’80% del lavoro,il resto è un misto di sacrificio, fatica, allenamenti e forza interiore.

Mi trovo alla fermata della metro di Polimbulanza a Brescia, il ritrovo con gli amici del Running tweet team mantiene la testa sgombra dai pensieri, ed in un momento mi trovo in griglia di partenza.

Un paio di chiacchiere con gli amici del gruppo e si parte.

Prime centinaia di metri un po’ lenti, il gruppo però si sgrana, inizio i sorpassi e in men che non si dica mi ritrovo già al mio passo.

In gara ho sempre una percentuale di dubbi, o meglio dire di incertezze.Sono consapevole di ciò che posso dare,ma anche del mio limite massimo.L’esperienza poi mi ha insegnato a dosare e non strafare,e cosi faccio anche oggi.

Lungo rettilineo, la gente è tanta, curva secca a sinistra e si conclude il primo km già molto veloce, 3:51.Ecco il limite che non voglio superare.

Inizio a tirare mentalmente il freno a mano, la gamba permetterebbe anche quel passo, ma   la gara è lunga e c’è da rimanere concentrati evitando di strafare per non pagarla nel finale come successo alla Giulietta e Romeo di Febbraio.

Gruppo compatto e misto inizialmente, un paio di ragazze con short molto corti allietano il momento.Strada larga e scorrevole, veniamo incanalati in una strada secondaria più stretta, il ritmo cala solo per pochi secondi, un paio di curve e si torna belli larghi.3:54-3:53 e siamo al 3°, giornata fantastica, leggermente coperta ma la temperatura è ideale con un leggero venticello frizzante.

Le gambe stanno veramente bene, la falcata è agile, cerco di mantenermi sciolto con spalle e schiena, il cuore batte leggero, fa il suo dovere. 3:51, 3:52 e siamo al 5°, questa volta non mi sono segnato i tempi di passaggio, ho in testa il passo da tenere, non mi serve altro, gestisco e cerco di non osare quando la gambe mi chiederebbero di schiodarmi da quel 3:50 e andare di più.Calma e sangue freddo, voglio una gara perfetta, ho lavorato bene sulla tenuta in questo mese, non voglio rovinare nulla.

Mi guardo intorno, si passa da zone residenziali, a zone industriali, attraverso capannoni e edifici, qualche tifoso ci guarda in silenzio.Zona residenziale, poi una zona industriale, poi una zona di campagna con prati verdi e di nuovo zona industriale. Il percorso è strano ma molto piacevole, varia spesso e non annoia.

3:48-3:48, la gamba chiede di già ma devo dosare,va bene cosi e siamo al 7° , un terzo di gara.Veniamo spostati sulla strada principale,chiusa al traffico per la giornata ecologica, ritorniamo in zona residenziale, qualche ciclista ci segue, alcuni sono fermi.

Percorso che mi piace molto, non bellissimo paesaggisticamente ma idoneo per una buona gara, il percorso è regolare e ampio, e ci si può distrarre.

Un campetto da calcio ospita le urla di ragazzini che giocano una partita, mi tornano in mente i ricordi della mia infanzia, pomeriggi interi a giocare all’oratorio (si,andavo all’oratorio).

3:52,3:48, lasciamo la zona residenziale, e attraversiamo una bella strada di campagna, a destra e a sinistra campi incolti e prati verdi, qualche casa con delle persone che ci guardano, un bimbo ci saluta. La strada sale, si apre nel cielo uno scorcio tra le nuvole, un sole caldo per un momento mi acceca e mi accalda, saliamo veloci attraverso una breve salita, per poi scollinare, giù per una discesa che abbassa i battiti cardiaci, e concludiamo anche il decimo con un 3:52.

Mi ricordo di prendere il gel energetico, per un istante ci litigo, ho le mani sudate e il gel non vuole aprirsi, faccio letteralmente 200 metri cercando di strapparlo a morsi,provo con le mani, poi con i denti, e alla fine ce la faccio.

Metà gara, attraversiamo una parte molto bella attraverso dei piccoli campi, poche abitazioni e qualche persona ogni tanto. La stradina è stretta ma ormai siamo a piccoli gruppetti di 3-4 persone.

3:51, 3:54, 3:51, 3:57, alterniamo varie zone residenziali e industriali, ma sempre attraversando anche zone di campagna, siamo al 14° e non posso lamentarmi, le gambe stanno veramente bene e anche io.

Si insinua in mente il pensiero della Giulietta e Romeo di Febbraio, al 16° ero calato vistosamente, e avevo dovuto stringere molto i denti.

Il percorso alterna lunghi rettilinei,un paio di curve e di nuovo rettilinei, siamo più in centro adesso. Mi viene da assecondare la gamba, ancora abbastanza in forma, ma decido di tenere il passo attuale, non superare i 3:50 e vedere che succede.

3:54,3:53,3:55, e sono al 17°,ormai il più è fatto.

Il tifo purtroppo è poco in questa parte di gara, il runner davanti a me accusa un po’ il colpo, rallenta vistosamente, cerco di incitarlo ma nulla, lo supero e continuo.

3:53,3:51,3:59, manca l’ultimo km, testa bassa, siamo in pieno centro, il tifo aumenta, e dà la carica, incito un piccolo gruppo con cui mi ritrovo, è l’ultimo km, sento lo speaker,le urla dei tifosi, ecco le due ali di folla, quelle che ti danno la carica per l’ultimo sforzo.

Piccolo rettilineo, curva secca a sinistra, siamo entrati in Piazza della Loggia, zona d’arrivo, vedo il gonfiabile dell’arrivo, con l’ultimo scatto a occhi chiusi supero il runner davanti a me, e concludo una gara fantastica.

Tempo ufficiale: 1:21:54, e nuovo PB!.

 

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4 thoughts on “Brescia half marathon 2016:la gara

  1. E cos’altro si può dire… Una gara perfetta, impostata con precisione chilometro su chilometro, passo dopo passo. Una gara preparata e studiata nei minimi dettagli come del resto è nel tuo stile di vita. Bravissimo Simone, ti stimo per l’impegno e la costanza che ci metti. Complimenti.

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  2. C’è un’imprecisione nel tuo racconto. Non erano due ragazze con gli shorts quelle che hai visto…una era una giovane fanciulla, l’altra, per non dire l’altro, era uno di Milano con i ricci e i capelli lunghi autore di una buonissima gara….

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