L’invidia di chi non sa

Tra una chiacchiera e l’altra tra me e il mio amico Max,mi ha posto una domanda: ” Cadrai mica anche tu nel calderone di quelli che pensano che perche’ uno va forte e migliora automaticamente significa che si bomba, vero?”

La linea è sottile tra IL TALENTO e IL TRUCCO.

In automatico si pensa che chi va forte e ha ottimi miglioramenti usa strumenti non idonei e illegali.

L’invidia è una brutta bestia, si viene accusati quando i risultati sono grandi, e in automatico si va a pensare che ci sia sotto qualcosa.

Chi non conosce ciò che proviamo noi sportivi/atleti,non può capire che tutto ciò che facciamo lo facciamo SOPRATUTTO PER NOI STESSI.

Non c’è nessuno che ci punta la pistola alla testa e ci fa correre al freddo, al caldo, d’inverno d’estate, sotto l’acqua o la grandine o ci fa fare le ripetute in salita, i lunghissimi di 35 km. Ciò che facciamo lo facciamo prima di tutto PER NOI STESSI.

Non abbiamo da dimostrare nulla a nessuno,il nostro miglior orgoglio è riuscire a darci un OBIETTIVO PERSONALE e raggiungerlo. La sfida è totalmente personale, solo con DISCIPLINA, ore di allenamento, fatica, sudore e dolore riusciamo ad ottenere quello che facciamo.

Non ci divertiamo a correre a 35° C in estate, ma lo facciamo perché ci fortificherà nei momenti di difficoltà in gara.

Non è piacevole fare le ripetute in salita, ma lo facciamo perché quella fatica sarà ripagata con la forza che avremo e che ci servirà in gara.

Avremo di meglio da fare che farci dei lunghissimi di 2H e mezza, ma lo facciamo perché durante una maratona questo allenamento sarà stato la chiave per arrivare in fondo.

Costanza, sofferenza, sudore, testardaggine, coraggio, forza di volontà, sofferenza, tutte cose che non puoi insegnare o comprare, ma puoi imparare continuando ad allenarti, a spingerti sempre oltre, oltre quella voce che ti dice “non posso farcela” o “è troppo per me”.

Tutto ciò che facciamo, prima di tutto lo facciamo per dimostrare a noi stessi cosa siamo,cosa siamo diventati e cosa potremmo diventare.

Il resto sono solo chiacchiere, chiacchiere di chi non ce l’ha fatta, o ha mollato, o non ha voluto provare, fallire e riprovarci.

Più semplice accusare di non aver giocato pulito invece che ammettere che “io non c’ho provato al 100%”.

Ad ogni livello, dal neofita al professionista, la lezione che dobbiamo capire è questa.

Il resto sono solo chiacchiere.

Corriamo per noi stessi, ci mettiamo in prova e contro noi stessi, gli obbiettivi ce li diamo noi stessi.

Se vinciamo lo facciamo grazie al nostro corpo e talento, se falliamo la colpa è solo nostra, ma dobbiamo continuare e non mollare. Gioite dei risultati personali, datevi nuovi obbiettivi, abbiate la costanza di provarci e di riuscirci, ma non abbiate paura del fallimento,non siate INVIDIOSI di chi va più forte di voi, ma soprattutto non siate così COGLIONI da pensare che i miglioramenti di chi sta andando forte siano merito di strumenti illegali.

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