La mia prima Giulietta & Romeo Half Marathon (VR)

Entro in griglia alle 9:40, giusto il tempo per rendermi conto dove sono. Davanti a me migliaia di runner mi precedono,dietro di me altre migliaia attendono di poter partire. Mi guardo intorno, la partenza é qualche centinaio di metri davanti a me, so che é là, ma nemmeno riesco a vederla.
Posso respirare l’atmosfera, il meteo é nuvolo, ma non minaccia pioggia.
Guardo i runner alla miei fianchi, sono tutti abbastanza rilassati, chi parla della partita dell’Inter di ieri, chi di aziende italiane che fatturano milioni.
Molti gli smartphone al braccio, chi con le cuffiette (non erano vietate nelle mezze maratone?), chi con orologi mai visti, chi con Garmin costosi.
Realizzo nella mia mente gli ultimi mesi di allenamenti in solitaria, il mio percorso classico di allenamento. Ora sono li, pronto per la gara che tanto ho sognato.
Sono relativamente tranquillo,ostento sicurezza nel viso, ma il Garmin mi frega mostrandomi la frequenza cardiaca attuale: 123, e non sono nemmeno in movimento. Un paio di esercizi di rilassamento, riesco ad abbassarli sotto i 100. Oggi andrà così, sono abituato a frequenze anormali.
Sento lo speaker che annuncia 1 minuto alla partenza,la gente inizia a saltellare sul posto,io invece rimango calmo e immobile.
Uno sparo potente,mi chiedo cosa sia e capisco che é la partenza. Ho il dito sul tasto per far partire l’orologio, ma tutto intorno é ancora fermo. Un’occhiata al runner affianco, il suo orologio é fermo. Capisco che non é momento di avviarlo. Passano diversi secondi immobili, poi si inizia a camminare. Si, a camminare! Muovere più di 6000 persone é difficile. Passano altri secondi, iniziamo a camminare più veloci, sembra una marcia, mi viene in mente la scena di “Salvate il soldato Ryan” quando sono tutti in fila sulla barca pronti per sbarcare  sulla spiaggia. Per fortuna il mio finale sarà diverso dal loro.
Si inizia leggermente a correre, capisco immediatamente che sarà una lotta. Mi trovo nella griglia blu, tempo 1:45 a 2:00 ore, la gente ha obbiettivi diversi dal mio, chi di chiudere nelle 2 ore, chi di arrivare a 1:45. Io ho l’obbiettivo di chiudere in 1:35, voglio un passo costante di 4:30 dall’inizio alla fine.
Si arriva sotto l’arco della partenza, metto il dito sullo start e parte la gara vera.
Capisco che sarà dura fino dalle prime centinaia di metri, si viaggia al piccolo trotto, nettamente sopra i 5:00 min al km. Non va bene, devo trovare una soluzione. Mi sposto nella parte laterale del tracciato, qui si può iniziare a superare un po’ di gente. Arrivo alla prima curva a gomito, ne ho già superati svariate decine. Continuo a superare gente, cercando di impostare un passo almeno vicino al mio. Accompagno i miei sorpassi alle persone con piccoli gesti della mano, toccando la spalla dei runner. L’ho trovato un gesto educato da fare, per far capire la mia presenza e il mio sorpasso. Non sono l’unico che cerca ritmi più alti, anche altri runner fanno il mio stesso gioco,mi aggancio a loro e procedo. Il primo Km lo porto a casa con un modesto 4:43, non abbastanza per i miei obbiettivi.
La seconda parte di gara diventa più interessante, la strada si allarga, le curve si fanno più dolci, molti tratti sono il lieve pendenza, e molti di questi abbastanza diritti. Proseguo con questa tecnica, mantenendomi sulla parte laterale del tracciato.
In gara c’è chi chiacchiera normale, chi é concentrato e serio, chi si é già fermato a lato per svuotare la vescica. Un misto di persone. Piacevole la presenza femminile, molte di loro stanno correndo a un buon ritmo, e questo mi piace molto. L’età della gente é veramente varia, dal bambino all’anziano, dal ragazzetto al “top runner”. Mi piace questa cosa.
Piace un po’ di meno il sottofondo, molta gente sputa e si soffia il naso, una cosa molto buffa da sentire nel silenzio delle parole. Mi fa ridere questa cosa, accetto la sfida e sputo anche io.
I successivi 4 km se ne vanno via abbastanza bene, anello un 4:25-4:20-4:33-4:26 arrivato al 5°. Una veloce occhiata al Virtual partner del Garmin, mi segna di essere sopra il mio obbiettivo di 4:30 di circa 5 secondi. Non basta, devo costruire la mia strategia almeno nei primi 12. Le gambe vanno a manetta, girano bene e mi sento da dio. Salto di netto i tavoli con l’acqua del 5° km, inutile secondo me. Mi ha fatto strano vedere gente che prende subito da bere. Un tizio affianco a me lancia il “consiglione” al socio di merende: “bere poco ma sempre!”. Lo guardo un attimo,mi chiedo come possano riuscire a bere correndo ancora. Al prossimo ci provo pure io, anche se non ho sete. Al 7° si presenta lo spugnaggio, una cosa che pensavo non potesse accadere in Febbraio. Ci sono 10ºC, chi vuoi che le usi. E invece. Runner che si spugnano la faccia e il collo come fosse Agosto,una cosa strana che non riesco a capire.
Ho superato molte persone, il ritmo adesso é agevole e più simile al mio, tutti intorno a 4:30-4:35. Anello una serie di Km perfetti, dal 6° al 9° porto via una serie ottimale: 4:30 – 4:30-4:26-4:28. Una veloce occhiata ai battiti, 192 BPM. Inutile guardarli più, resteranno così fino alla fine, se non di più. Un occhiata al Virtual Partner, l’unico che mi serve. Segna buoni 12 secondi, sono perfetto fino a quel punto. In un attimo arrivo a metà gara.

Sto bene, il ritmo è perfetto, le gambe sono leggere e scorrono lisce, supero spesso altre persone, il che mi fa sentire forte. La strada si stringe un pochino, un paio di saliscendi rovinano il mio passo, la gente rallenta e io con loro. Scolliniamo da una leggero dislivello, si ripresenta il tavolo da bere. Questa volta ci provo, mi sposto sulla destra, agguanto un bicchiere. Non voglio mollare nemmeno un secondo, cerco di correre allo stesso passo di 4:30, ho questo bicchiere in mano semipieno,cerco di portarlo alla bocca ma non riesco a bere,metà me lo verso sulla faccia, l’altro finisce sulla maglia. Devo inoltre stare attento a dove vado, certi runner si sono proprio inchiodati davanti a me e se la sbevazzano con calma manco fossimo alla sagra di Chiarano. Butto per terra il bicchiere non avendo bevuto una solo goccia d’acqua. Come fate a bere dovete proprio spiegarmelo!

Anello un 10° e un 11° km leggermente più lenti del mio passo, perdo secondi importanti e anello un 4:31 e un 4:33. Quella lacrima di acqua che per sbaglio mi è entrata nella bocca fa l’effetto dovuto, mi permette di portare avanti una sezione di gara molto agevole. I runner ormai sono tutti sul mio stesso passo, mi sento bene e guardo le varie fatiche dei loro volti.Sono felice, sono concentrato, sto bene e vorrei non finisse più lo stato di grazia di quel momento. Mi ha forse colpito in modo negativo il poco tifo a bordo strada, poca gente nella prima parte di gara e abbastanza silenziosa. Forse sono io che mi aspettavo le transenne e la gente che scalpita urlandoti incitamenti,ma così non è stato. Poco male, mi concentro sulle mie sensazioni e sul mio fisico.

Sto bene, sto proprio bene, mi aspetto il calo fisico nella gara, ma lo stimo intorno al 17° km. Anello un’altra serie ottima, dal 12° al 15° porto via in serie 4:27-4:27-4:28-4:27, sono ormai a 3/4 di gara, il virtual partner mi stima buoni 15 secondi sopra il mio passo di gara,è un discreto margine, avrei voluto fare di più ma so che quei secondi saranno preziosi. Arrivo di nuovo al tavolo dell’acqua, ci provo di nuovo, devo trovare qualche forza per il finale. Il ragazzino addetto mi allunga il bicchiere. Conscio dell’esperienza precedente provo con la tecnica di mettere in bocca una quantità esagerata di acqua e tenerla nelle guance a mò di criceto bevendola a piccoli sorsi. Pessima scelta, cuore a 190, fiatone violento, non riesco nemmeno a mandarne giù un po’ che la sputazzo sui piedi del runner che mi sta davanti (scusa man!). Tentativo di bere fallito miseramente per l’ennesima volta.

Nemmeno il tempo di iniziare il 16esimo che qualcosa si blocca. Inizio a sentire i polpacci un pochino duri, il battito è parecchio alto, e la fatica sta iniziando a farsi sentire. Da questo momento ho iniziato a perdere tutto quello che avevo guadagnato nei primi 15 km, accuso il colpo ma non voglio mollare,un paio di salite però mi danno il colpo di grazia, anche ad altri corridori.

Dal 16° al 18° km fatico a stare a 4:30, anello una brutta serie, sintomo che sta finendo la benzina. 4:34-4:34-4:35. Capisco che è il momento no, si accende la spia della riserva, le gambe inziano a essere dure e piene di acido, i polpacci sono dei pezzi di legno.

Sono in piena crisi, mancano 3 km e la parte pià importante di gara. Provo ad aumentare il ritmo tenendomi sui 4:30, ma non ce n’e più, ormai le gambe smettono di spingere. Chiudo il 19° a 4:32, ormai il vantaggio che avevo me lo sono già bruciato. Non ci penso molto, mi concentro sull’ultima parte,so che sono vicino alla conclusione, non guardo più l’orologio, ormai quel che ho dato ho dato, è solo tempo di resistere e non mollare. 20° che se ne va con una passo orribile, quel 4:39 non ci voleva, ma sono a secco e non ce la faccio più. Manca un km, lo sento e lo vedo dalla zona in cui sono, è sceso un silenzio tra runner molto importante, è quello della concentrazione, del passaggio in Arena, della gente che ti fa il tifo in quegli ultimi metri.

Il passaggio all’interno dell’ Arena è abbastanza emozionante, una veloce occhiata all’interno per poi ritornare sui miei passi. Il tappeto viola accompagna le ultime decine di metri, e sono una maschera di fatica. Una rampa di pochi metri faticosi ti accompagna all’esterno dell’Arena, rapida curva a destra, posso sentire lo speaker, ma ancora di più mio padre e amici che mi urlano forza.

Il traguardo, stoppo il Garmin, sto male forte, bpm a 201, faccio altri 2 metri e mi appoggio alla transenna laterale. Non so dove sono, sento che potrei cadere a terra da quanto stanco sono, mi reggo ad un runner che era nella mia stessa situazione. Una veloce occhiata al timer ufficiale in alto sull’arrivo. So che l’impresa l’ho fatta, anche se lui non me lo dice. Segna 1:38 e passa, ma il mio Garmin non fa lo stronzo, e me lo mostra.

1:35:47

IMG_0573

Il risultato ufficiale di gara.
Il risultato ufficiale di gara.

(CONTINUA…parte 2)

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