Garmin Forerunner 620: la mia prova

In dicembre, quando decisi che avrei partecipato alla mia prima mezza maratona in programma per Febbraio, valutai l’acquisto di un orologio serio, che mi aiutasse a gestire le ripetute, gli intervalli e che fosse “di più” di Runkeeper.

La mia scelta fu un Garmin Forerunner 620, ultimo uscito della casa Garmin. Io sono della filosofia “se hai la possibilità finanziaria scegli il meglio,la qualità si paga”. Ho acceso quindi un mutuo in banca e l’ho acquistato. 🙂

Dopo un mese di intenso utilizzo posso lasciare la mia piccola recensione al riguardo.

L’orologio mi piace sempre di più, l’ho trovato subito comodo e leggero, con un quadrante abbastanza grande e un cinturino che ben si adatta a tutte le grandezze di polso. Una volta indossato poi non si muove.

La configurazione iniziale l’ho trovata molto semplice, non avevo mai avuto a che fare con questi strumenti, ma è stato semplice configurare il mio profilo, l’età, il peso e tutti i dati. In aiuto mi è venuto incontro Garmin Connect, da li si può configurare tutto il profilo, che poi viene trasmesso all’orologio se non si vuole fare manualmente dallo stesso.

Lo schermo: gioie e dolori.

Per chi come me ha visto il bellissimo video di presentazione dell’orologio da parte di Garmin o le immagini e le foto avrà notato come pubblicizzino moltissimo questo schermo touch a colori . Appena si accende però lo schermo delude tantissimo, colori smorti, luminosità pallida, qualche colore qui e là ma niente di tutto quello che si è visto in foto. Mi ha deluso, e non lo nascondo. Anche un altro mio amico che lo possiede è rimasto molto deluso, nei forum potete trovare altri che non sono per niente soddisfatti.

Superata questa “piccola” delusione iniziale, lo schermo si fa però apprezzare alla luce del sole. Bello, molto leggibile con caratteri grandi. Alla luce normale e alla luce diretta del sole non avrete nessun tipo di problema di leggibilità. Il touch funziona molto bene, si può premere direttamente il dito sullo schermo per cambiare schermata o farlo scorrere, risponderà sempre fedelmente. Durante le corse sotto la pioggia risponde egregiamente, anche quando lo schermo è bagnato.Nulla da dire nemmeno se si usano i guanti in inverno, lo schermo rimarrà molto preciso.

IL SOFTWARE

Appena lo si accende, l’aggancio dei satelliti è molto veloce, circa 30 secondi per prendere pienamente il segnale, una vibrazione vi farà notare la buona riuscita.

Configurare questo Garmin è stato un gioco da ragazzi,le impostazioni sono semplici e chiare, le schermate dei dati sono totalmente personalizzabili. Sono ben 4, personalizzabili da 1 a 4 dati. Fino a 3 dati la leggibilità rimane ottima, anche al buio e con lo schermo retroilluminato, se si aggiunge anche il quarto i caratteri iniziano ad essere piccoli e forse si fatica a leggerli durante una corsa. Oltre a questa 4 schermate sono presenti una schermata specifica se si attiva il Virtual partner e le dinamiche di corsa.

Con il Virtual partner è possibile gareggiare contro un ipotetico avversario che corre con il passo che noi imposteremo. Si visualizzerà il tempo espresso in minuti se si è avanti o indietro rispetto all’avversario. Molto comodo se si vuole provare a concludere una 10K a ritmo 5 km/min o per avere un obbiettivo di gara da mantenere.

Le dinamiche di corsa sono dei dati che analizzano la cadenza, ovvero il numero dei passi al minuto, l’oscillazione verticale, ovvero il rimbalzo nei movimenti della corsa, e il tempo di contatto al suolo, ovvero il tempo espresso in millisecondi in cui il piede tocca terra. Sono dati molto specifici, utili al professionista che vuole perfezionare la propria corsa, o tenere monitorati questi dati. Io personalmente utilizzo spesso la cadenza, l’ho sempre trovata utile per valutare l’efficenza della mia corsa, visto che fino a prima contavo i passi a mente. Tutti questi dati sono raccolti grazie la fascia toracica, tramite l’accelerometro incorporato all’interno.Questi dati poi saranno visibili sul portale Connect di Garmin.

La fascia toracica molto comoda da indossare è di materiale morbido, non plastificato, con chiare istruzioni su come indossarla nel verso giusto (pettorale destro e sinistro), i sensori del battito sono precisi se si ha l’accortezza di indossarla in modo corretto. Un piccolo difetto che ho notato un paio di volte è stato il fatto che se si stringe il petto si può riuscire a non far toccare i sensori, e a far disattivare sullo schermo dell’orologio la visualizzazione dei BPM. Mi è successo un paio di volte a fine gara, quando stavo riprendendo fiato e avevo appoggiato le mani sulle gambe.

Grazie alla fascia toracica è possibile anche avere la funzione di Stima VO2 max un’indicazione delle prestazioni atletiche basate sul livello di forma fisica che si ha. Ci vogliono un paio di uscite per fare un’analisi completa di questo dato, che può variare con il tempo. Il VO2 max è raccolto grazie all’analisi delle uscite precedenti, al lavoro del cuore e alle frequenze cardiache precedenti Con questi dati, il software riesce a fornire il valore, che poi verrà analizzato e individuerà le previsioni di gara, ovvero i tempi che stima per completare gare sui 5K,10K,21K e 42K. Queste previsioni devo dire che mi hanno stupito, mi aveva stimato un tempio sui 10K di 44:06, e nella mia seconda prova ho fatto 45:22. Un minuto sembra tanto ok, ma aspettate che faccia il mio nuovo test sui 10K fra un mese, poi ne riparleremo. In base alla stima del VO2 max fornirà anche la Stima di recupero, ovvero una stima del tempo per recuperare dal lavoro svolto. L’ho trovata alquanto “larga”, nel senso che spesso da valori abbastanza alti, anche di 3 giorni. Ammetto di non essere Usain Bolt, ma per recuperare da un’ora di corsa sicuramente non ci metto 56 ore come indicato dall’orologio. Se si decide di correre  prima di quel tempo stimato nessun problema, l’orologio però nei primi 10 minuti di attività analizzerà il tuo lavoro cardiaco e ti presenterà un avviso sul tuo stato attuale, che può variare dall’ottimo al buono o anche meno.

Passando alle cose più classiche come passo, distanza e tempo, l’orologio si comporta molto bene, la precisione del gps è fenomenale, anche in zone cittadine strette. Una cosa un po’ fastidiosa sono gli allarmi soglia se si programmano intervalli personalizzati come le ripetute (magari tra 4:50 e 4:55), qui gli allarmi sono parecchio invasivi, non ti lasciano nemmeno il tempo di sforare che subito vieni ripreso dalla vibrazione e dal suono. il passo istantaneo è molto preciso, un piccolo difetto sta nel fatto che visualizza sempre e solo valori di 5 secondi, ovvero 4:50,4:55, ma la spiegazione è subito data, nessun Gps può essere preciso al secondo, quindi per evitare errori troppo grandi Garmin ha scelto cosi.

Funzioni come Autolap completano quel pacchetto che serve  ai neofiti come me, gli avvisi sul passo, o sulla frequenza cardiaca, tutto personalizzabile a tuo piacere. Tutti i dati che ti interessano ti saranno mostrati nel momento opportuno.

GARMIN CONNECT

Appena si conclude un’attività, si può salvare o eliminare. Se si salva questa rimarrà in memoria, e appena si entra nel raggio d’azione della propria wifi, questa verrà trasmessa in automatico al Connect. Si può anche disattivare questa funzione, e fare manualmente premendo il bottone apposito. Personalmente ho trovato un po’ di problemi in questo campo, non sempre riesce a trovare la wifi, anche se si è da mezz’ora a casa con segnale pieno.Ho letto che è un piccolo problema software che verrà presto sistemato. Si può anche decidere di trasmettere l’attività tramite bluetooth e associarlo al proprio smartphone. Avviata l’applicazione Connect sullo smartphone, questo dialogherà con l’orologio, scaricherà i dati e li trasmetterà tramite rete 3g del telefono al Garmin Connect. Funzione molto utile se non si è a casa con la propria wifi o davanti al computer. Se poi decidiamo di uscire anche con lo smartphone per mostrare agli amici quanto veloce stiamo andando e quanto siamo fighi, grazie all’app dello smartphone e all’orologio questi trasmetteranno l’attività ai nostri amici che avremo invitato tramite mail, Facebook o Twitter. Una funzione molto utile che non nego proverò durante la mia prima Mezza maratona.

Garmin Connect è molto potente. Si possono vedere tutti i propri progressi, le proprie uscite, le statistiche e quant’altro. Si possono programmare gli allenamenti personalizzati, pianificarli nel calendario e inviarli all’orologio. Tramite orologio poi, in base al calendario si può avviare uno degli allenamenti personalizzati. Lo trovo utilissimo se si ha una tabella vera e propria da seguire, si programma sul Connect e la si invia totalmente all’orologio, senza più pensieri. Si esce di casa, si preme calendario allenamenti e si può scegliere di fare l’allenamento di quel giorno e visualizzare quelli in programma. Si possono anche scaricare allenamenti creati da Garmin stessa, in base al proprio livello e obbiettivo.Connect inoltre da istruzioni su come leggere i vari dati sulla VO2 max, o sulle dinamiche di corsa e i vari livelli, tutto spiegato alla perfezione e in modo molto semplice.

CONCLUSIONI

Un orologio comodo, affidabile, completo, un vero compagno di allenamenti. Stimola ad allenarsi al meglio, è preciso, adatto al principiante e all’atleta. Può essere uno strumento molto di base per il neofita, ma anche molto completo se si vuole avere in vista molti dati secondari (come le dinamiche di corsa). Affiancato al Garmin Connect è una vera potenza, la trasmissione dei dati tramite wifi è quel plus ultra che mancava, la stima del VO2, anche se è una stima, può essere un dato che aiuta a migliorare, così come le varie analisi dei dati di recupero. Con la fascia cardio poi è super completo, non si ha bisogno di altro.

Non è però esente da piccoli problemi di gioventù, fortunatamente tutti software. Garmin lo sa, e ci sta lavorando ( lo ha dichiarato l’azienda stessa poche settimane fa…). Un vero peccato rimane lo schermo, pubblicizzato in quel modo sfido chiunque a dire che è proprio come ce lo avevano fatto credere. Se superate questo scoglio comunque rimane il top di Garmin, e non delude per altro.

Piccola ulteriore delusione dovuta alla base di ricarica Usb, da collegare al computer, senza un adattatore da muro. Non è niente di che, ma per la cifra che richiedono per questo prodotto l’adattatore doveva essere d’obbligo nella scatola.

Se quindi volete un prodotto all’avanguardia che vi accompagni nelle vostre uscite, che vi faccia compagnia se siete dei neofiti come me nella corsa, o siete dei Top runner che vogliono molto di più, questo Forerunner 620 non vi deluderà, e vi accompagnerà per molti anni.

Aggiornamento: Forerunner 620: 5 mesi dopo

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10 pensieri riguardo “Garmin Forerunner 620: la mia prova

  1. Non sono per niente d’accordo. Lo desideravo tanto, ma per usarlo la mia laurea non basta bisogna averne almeno sei. Il touch non risponde, impostarlo e’ impossibile. Dopo dieci minudi di corsa si spegne e riparte da solo. Insomma oggi sono uscita per provarlo e mi e’ venuto solo il nervoso. Lo usero’ come orologio, senza dirlo al mio fidanzato che mi ucciderebbe…

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      1. Li ho letti ora. Ribadisco che per me e’ troppo difficile da usare. Sara’ un mio limite, ma io e il touchscreen non abbiamo feeling. Non riesco ad uscire dalle funzioni, accedere al menu e’ del tutto random. Ho fatto provare a mio fratello, e’ ingegnere, programma sistemi di tracciamento satellitare, corre anche le maratone e ha un garmin di tre anni fa e nemmeno lui e’ riuscito ad impostarmelo. Mi sa che continuero’ a correre senza sapere quanti km ho fatto, l’importante e’ riuscire a farlo.

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      2. Mi dispiace che te sia in difficoltà,sicura di non avere qualche problema? Per uscire dai menù c’è un solo bottone.Garmin come interfaccia è uno dei più semplici da utilizzare. Spero te possa trovare un orologio alla portata..in bocca al lupo!

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  2. Salve Claudia, complimenti per il contenuto, molto chiaro. Io vorrei chiedere qualche consiglio in merito al Garmin. Innanzitutto vorrei sapere più o meno i prezzi. Io ho visto diversi tipi di Garmin su UpSport, ma prima di acquistarne uno ho voluto informarmi. Cosa ne pensi del Garmin Forerunner 910XT? Può andar bene come prima volta? Quali caratteristiche ha? Non ne ho mai utilizzato uno, quindi mi interessa che sia facile da usare. Conosci altri modelli da consigliarmi?

    Grazie in anticipo Claudia 🙂

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    1. Il 910XT è validissimo,ma è un multi sport,quindi utile sopratutto se fai triatlon.Rimane comunque validissimo nella corsa,ma forse anche troppo. I modelli attuali sono tutti molto validi,il 220 potrebbe fare a caso tuo,o anche il 225 appena uscito (con lettore battito cardiaco ottico).Valuta anche il 620,ormai diventato affidabilissimo e compie ormai 2 anni.Anche i modelli più semplici come il 25 potresti guardare.ma ripeto,dipende tutto da cosa vuoi in un orologio,se intendi crescere nella corsa, e sopratutto dal budget.Ciao

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    1. Ciao! Molto interessante il tuo articolo. personalmente parlando le dinamiche di corsa variano anche in funzione della preparazione sportiva che si effettua,durante la preparazione alla mi prima maratona la mia falcata era più corta,l’oscillazione verticale più bassa e la lunghezza del passo più corta.
      Nell’ultimo anno preparando gare veloci sui 10K e 21 tutto è mutato,il passo si è allungato,il numero delle falcate leggermente inferiori ma sempre ottimali.
      Negli ultimi due mesi con il 630,la nuova dinamica Bilanciamento del passo ha presentato un lieve scompenso verso sinistra (53% VS 47%),le cause ancora da chiarire.
      Una gamba spinge più dell’altra quindi sta a terra di più, o c’è qualche problema e limite muscolare?
      Personalmente i miei problemi muscolari e indolenzimenti sono spesso sulla gamba destra,quindi non saprei dire di più.
      Se hai qualche info in più contattami e ne parleremo.
      Ciao e grazie.

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      1. E io che pensavo di essere asimmetrico con il 51%!
        Mi spaventerei di più se fossi al 53%, però non ti vorrei allarmare.
        Quello che ti consiglio è di farti vedere da un tecnico FIDAL o un preparatore bravo a correre su un tapis roulant, magari ad occhi chiusi, in quella maniera si vedono le difficoltà.
        Io mi ero filmato per risolvere un problema di schiena che alla fine si è rilevato essere autoindotto da una postura miaa.

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