Conoscere se stessi

Arriva un momento nella corsa, dopo centinaia di km percorsi, ore di allenamento, e litri di sudore, dove tutto inizia a cambiare e prende un significato diverso.

Si riesce ad ascoltare il proprio corpo, si iniziano a provare sensazioni a cui prima non si dava un valore, si interpretano segnali che il corpo in ogni istante di corsa ti dà.
Capisci realmente a cosa é dovuto quel dolore, riesci ad imprimere il giusto ritmo alla respirazione, senti quando le tue gambe girano bene o l’appoggio del piede é corretto.

Va oltre anche a questo però, si riesce ad ipotizzare il passo che si sta facendo anche senza guardare il crono, si avverte la fatica che giunge, si può capire come andrà la corsa in base alla tuo stato di forma attuale. Si sente quando si sta correndo male dal rumore dei tuoi passi sull’asfalto, o sulla frequenza del tuo cuore e del tuo respiro, ed in base a tutte queste interpretazioni si diventa coscienti di se stessi. Si riesce a capire di correre male e si corregge l’appoggio del piede, si riesce a captare la posizione del corpo e il proprio baricentro, l’asse della schiena e la posizione delle spalle.
Ci si riesce ad immaginare da esterni, e da fuori si riesce proprio a vedersi correre.

La corsa é una continua lezione personale, ti insegna tutte cose che riguardano te stesso giocando con il tuo corpo. Quando riesci ad apprezzare tutto questo allora si inizia ad essere schiavi della corsa, e ad amarla sempre di più.

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