Novembre, e quel Dicembre dove…

Ero completamente rapito dalla corsa.

Finivo di lavorare alle 17, correvo a casa, mangiavo qualcosa e cercavo di uscire il prima possibile.

Forse la tensione di quel periodo o lo stress ma soffrivo sempre di acidità di stomaco. Dopo pochi minuti di corsa lo stomaco iniziava a farmi acidità, fitte lancinanti mi facevano mancare il fiato.

Rimediai subito, prima di uscire prendevo un bicchiere di acqua e bicarbonato.

Non ho mai capito come mai soffrivo di questo problema, l’alimentazione non era strana, il pranzo era leggero, merende non ne facevo, caffè ne bevevo pochi. Non sono mai giunto ad una soluzione diversa, ancora adesso l’acqua e bicarbonato é il mio doping.

Novembre fu un’altra svolta.

Correvo bene, correvo molto, correvo lontano, correvo veloce.

Il mio corpo si era come sbloccato, e con lui queste magiche Endorfine. Non ci ho mai creduto, ma posso testimoniare la loro esistenza. Sono difficili da provare all’inizio, ma poi é solo una gioia. Hai questo bisogno di uscire a correre, é un bisogno mentale, è un bisogno fisico, é un bisogno spirituale. Esci, corri, e il tuo fisico si rilassa. Uscivo spesso anche stanco dalla giornata di lavoro, ma tornavo a casa e stavo bene, come se mi fossi liberato di un peso.

Era una meraviglia tutto questo.

Novembre fu un periodo dove praticamente funzionò tutto. Il passo medio delle uscite si era attestato su 5:11, la tabella veniva conclusa sempre con tranquillità, quando avevo da andare piano concludevo sempre oltre 20 o 30 secondi più veloce del piano. Runkeeper e la vocina della signorina all’interno ormai manco mi dicevano più quando cambiavano gli intervalli, tanto ero sempre oltre il passo o i km. Forse questo fù un errore.

Avevo letto un articolo riguardante l’importanza della Cadenza del passo. I professionisti durante le corse hanno 180 o più passi al minuto (90 con la gamba destra e 90 con la sinistra), se si riesce a mantenere questo range il passo é più corto, si spreca meno energia, e si fatica meno. Non ci credevo, ma questo funzionò. Riuscì a utilizzare questa tecnica, il mio passo diventò più corto ma più rapido, contavo a mente 90 passi della gamba sinistra. Guadagnavo in velocità, e le mie corse divennero un po’ più leggere.

La mia tabella ormai finiva tra poche settimane, il 7 dicembre ormai era alle porte, ma quei 10K mi stavano stretti.

Mi sentivo talmente bene che una sera decisi. Il giorno dopo avrei provato un 18K.

La mattina seguente feci una buona colazione. Dicono che non si dovrebbe mai mangiare prima di una corsa, durante il sonno il corpo non utilizza molta energia, e la mattina dopo 8 ore di sonno ce l’hai ancora tutta. Partì verso le 10, allungai il mio giro e feci quei 18K, ad un ritmo che mi permise di concluderla.

Chiusi quel 18K in 1:35:39, passo medio 5:17. Non ci potevo credere. 18K erano veramente qualcosa di esagerato per me, eravamo a pochi chilometri da concludere una mezza maratona!

Potete capire la mia soddisfazione di quel giorno.

Conclusi il mese di Novembre con 133 Km, e un passo medio di 5:10. Dovevo limare assolutamente quei 10 secondi.

Dicembre si presentò con le stesse temperature di Novembre, qualche pioggia in più ma temperature decisamente elevate. Lo presi come un segno, non si voleva rovinare questo mio momento di grazia.

Puntai deciso gli ultimi giorni di allenamento, mi presi due giorni di riposo e mi presentai alla prova dei 10K in forma smagliante. Obiettivo fare i 10K sotto i 50 minuti.

Parti rilassato il primo km, mantenni una buona media in tutti i successivi 6, e tirai un pochino di più gli ultimi 3. Sentivo di andare forte, ma mi tenni la sorpresa del tempo per la fine. Gli ultimi 3 km furono difficili lo ammetto,avevo il cuore che pompava molto, sentivo che stavo spingendo tanto, oltre il mio limite.

Terminai il programma con quei 10K quel 7 dicembre.

Conclusi con il tempo di 47:18, passo medio 4:44 min/km.

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2 pensieri riguardo “Novembre, e quel Dicembre dove…

  1. Ciao e complimenti per il blog!
    Sto provando anch’io ad aumentare la cadenza e portarla pian piano verso i famosi 180… ma questo mi porta inevitabilmente ad aumentare la velocità e dopo un po’ non ce la faccio più!
    Qualche consiglio? Grazie e in bocca al lupo per la maratona!

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    1. Ciao Massimo! Grazie per la visita e i complimenti…lavorare sulla cadenza è importante ma dipende dalla velocità,spesso ancora adesso quando corro piano sono intorno ai 175 passo al minuto.Cerca di accorciare il passo,darti un ritmo ma non ti preoccupare se tieni anche 170 passi,con il tempo e la tecnica arriverà.Ciao!

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