L’attesa

Una buona tabella d’allenamento, oltre che insegnarti a correre e portarti per gradi all’obbiettivo, è molto altro.

Insegna ad avere un obbiettivo da raggiungere, a rimanere concentrato su di esso, a cercare di portarlo a compimento nel miglior modo possibile.

Insegna a dedicare una parte della tua giornata all’allenamento, a dedicare il tuo tempo libero a esso.

Nelle più belle giornate l’allenamento ti fa sentire forte, soltanto perché hai concluso la tua uscita senza provare troppa fatica, e ti fa sentire positivo per i giorni seguenti. Ti fa sentire veloce perché hai limato qualche secondo in meno per fare quei chilometri. Ti fa sentire leggero quando le gambe girano bene e sembrano andare da sole.

Nelle più brutte giornate ti fa sentire un debole, perché quei pochi chilometri li hai conclusi  provando qualsiasi tipo di fastidio. Usare scuse come la giornata intensa di lavoro o la famiglia non attacca, davanti alla corsa vinci o perdi. Ti fa sentire un pivello quando pensi di andare bene e poi vedi i veri runner che vanno al doppio della tua velocità, con il sorriso sui loro volti, e te li in una maschera di fatica.

Una cosa che ho imparato però in questi mesi è stata L’ATTESA. Ti insegna ad attendere il TUO momento, il momento in cui l’allenamento diverrà vitale nei tuoi giorni, dove non penserai più alla fatica che provi, ma ti concentrerai solo ed esclusivamente sul tuo corpo, sul mondo esterno che ti circonda, sulle sensazioni che provi durante la corsa. Ti insegna che ogni fatica, ogni sconforto, ogni tristezza, ogni delusione che provi è positivo per il tuo futuro, e verrai ripagato.

All’inizio è dura lo ammetto, altri amici quando hanno iniziato a correre hanno provato le mie stesse delusioni e sconforti. Non mollare, mai.

Lezione:attendi il tuo momento, anche quando tutto sembra essere difficile e complesso, attendi che la corsa ti faccia vivere veramente la sua esperienza. Attendi, è solo questione di tempo.Dipende solo da te stesso.

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Un pensiero riguardo “L’attesa

  1. Bravo Simone, ho letto velocemente ttt i tuoi articoli, scrivi veramente bene e con simpatia. Magari un giorno butterai giù un libro.
    La mia esperienza sportiva è ben diversa dalla tua, infatti non mi ci ritrovo nemmeno un briciolo. Sono sportivo da quando già alle medie andavo a far le gare paesane con la mia famiglia, poi la corsa l’ho semi abbandonata ma ho sampre fatto tanto movimento. Che corro costantemente sono 13 anni, non ho mai provato le tue difficoltà perchè prima del 2001 anno in cui mi sono sposato e in cui è morto il mio fadele Husky, facevo alpinismo, escursionismo, arrampicata, scialpinismo, body building e tutto un po’, anche calcio e un pò di bici. La prima volta che sono andato a correre dall’inizio di questa serie, era una corsa in salita (e poi discesa), fatta a un ritmo che potevo sostenere, da allora è stata una crescita costante e lunga ma senza incontrare le difficoltà di chi non è avvezzo.
    A questo punto mi pare che tu possa a continuare all’infinito a esser quello che sei diventato, ti faccio i miei più profondi complimenti, ho una stima grandissima in chi fa sport e usa il tempo libero per dedicarlo al proprio benessere che è l’elemento base per riuscire a fare tutto quello che si vuole.
    Continua a stupirci Simone.
    Diego Dingo

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